top of page

DOMENICO. L’AMORE DI UNA MADRE È PIÙ FORTE DELLA MORTE

  • Immagine del redattore: liberastampa
    liberastampa
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

____________________

 

«C’è un limite alla sofferenza? Quando un bambino muore per la cialtronaggine e l’errore di chi non ha saputo proteggerlo è il fallimento collettivo, è un vacillare di ogni certezza»

____________________________


di Alessandra Tuci

____________________________

 



C’è un’immagine che mi ha fatto commuovere più di ogni altra: Domenico abbracciato alla propria madre che gioca con lui e lo bacia. Un canottierina rossa dai bordi blu, un pannolino che spunta tra le gambine pasciute, una testina di capelli castani ribelli. La madre poi lo posa dolcemente per terra e lui corre per la stanza felice. Due anni di pura gioia e di voglia di vivere. D’altronde lui nemmeno lo sa di avere un cuoricino malato.

Un Natale felice. Una speranza di una nuova vita che arriva il 23 dicembre. Un cuore nuovo per il piccolo Domenico. La corsa in ospedale, l’ansia di una madre, la paura ma anche la gioia.

Poi più nulla. In un lettino di ospedale Domenico è aggrappato ad una macchina perché il suo cuore nuovo non parte.

Ci sono dolori lancinanti che ti tolgono il fiato. Non dolori fisici, ma dolori dell’anima.

Dolori che silenziosamente ti entrano dentro e scoppiano come un boato sordo.

Il dolore di una madre a cui viene detto che il cuore trapiantato su suo figlio non funziona bene.

Il dolore di una madre che vede il proprio figlio in un letto di ospedale attaccato ad una macchina.

Il dolore di una madre che, dopo una falsa speranza di un nuovo trapianto, si sente dire di no.

Il dolore di una madre che guarda impotente il proprio figlio morire.

Abbracci spezzati, risate sospese nell’aria, giochi lasciati a metà che ti aspettavano a casa piccolo Domenico.

C’è un limite alla sofferenza? Quando un bambino muore per la cialtronaggine e l’errore di chi non ha saputo proteggerlo è il fallimento collettivo, è un vacillare di ogni certezza.

È il crollo di ogni successo. Quello che avrebbe dovuto essere un luogo di cura e di salvezza diventa un luogo di paura e di morte.

Ci sentiamo spaesati, stanchi, arrabbiati. Il cuore si gonfia di lacrime ed esplode in un pianto senza consolazione.

Perché Domenico è il figlio di ognuno di noi. Ogni madre oggi ha perso un figlio.

Ma nell’assurdità di un dramma così sconvolgente non può restarci solo l’amarezza di un bambino che non c'è più, altrimenti la sua morte sarebbe davvero vana.

Questa storia ci insegna l’amore immenso di una madre per la sua creatura, più forte di qualsiasi dolore.

Ci insegna la fragilità e la precarietà delle nostre misere vite, la bellezza delle piccole cose e la capacità di sentire il dolore di un altro essere umano. Ci insegna l’empatia, forse una delle più belle virtù umane. “Entrare dentro” il sentimento dell’altro. Cucirsi addosso per dolore.

Ci insegna a lottare senza fine, anche quando tutto è perduto, e che l’amore resta sempre, al di là della morte fisica. “L’amor che muove il sole e le altre stelle”. L’amore che vince tutto, anche quando tutto sembra perduto.

Perché come diceva Romano Battaglia “La vita è solo un frammento tra due eternità: sorridi”.

Eppure nell’immensa tragedia che ci fa piangere tutti quanti dobbiamo dire grazie a mamma Patrizia, a questa donna così forte che ha saputo trasformare il dolore in qualcosa di più forte: una fondazione in memoria di Domenico.

La vita di Domenico che continua attraverso la sua mamma. E attraverso tutti coloro che non lo dimenticheranno mai. Sì. Perché l’amore di una madre va sopra ogni altra cosa.

E riesce a volare alto, come adesso tu, piccolo angelo, più in alto della cialtronaggine, della negligenza, della superficialità e dell’egoismo di chi ha permesso che tutto questo schifo accadesse.

Vola in alto, piccolino. Tu sei il figlio di tutti noi.

Alessandra Tuci

____________________

 

Nota a rigor di cronaca


Questo intervento di Alessandra Tuci, giornalista, era stato pubblicato alla fine dello scorso anno su «Linea Libera», periodico quotidiano illegalmente posto sotto sequestro dalla procura di Pistoia per eccesso di potere e odio nei confronti del direttore Edoardo Bianchini.

Il sequestro preventivo è avvenuto con l’accusa strumentale di “stampa clandestina”, confezionata e adottata da magistrati incapaci di accettare critiche al loro irresponsabile modo di operare troppo spesso a favore delle loro «prossimità sociali»; e il più delle volte, senza leggere i documenti, le norme di legge e senza studiare i singoli casi con la dovuta diligenza e cura.

E.B. [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

Commenti


bottom of page