la battutaccia. «COSTITUZIONE O NO? SANTA MAREMMA! C’È DA SALVARSI: QUESTO ’GLI È IL DILEMMA!»
- liberastampa

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Indiavolatissimi, i pasdaran del NO predicano, come San Francesco, perfino ai fringuelli del loro orto, pur di convincerli (casomai non lo fossero già per fede di partito democratico) che i magistrati “non lo fan per piacer loro, ma per grazia e per decoro”. E Curreli, con il suo segretario Sergio Garofalo, corre anche alla Coop di Maresca, donne belle e acqua fresca…

«PERCHÉ, SE PER ERROR, IL “SÌ” FA CENTRO
IN QUATTRO GIORNI SI VA TUTTI DENTRO!»
La paura (di dover essere uguali dinanzi alla legge come la gente del popolo) fa novanta. Ma a volte anche cento. E a Pistoja ci sono personaggi che, quanto a paura, per le loro cazzimme, sono al primo posto dei 90-100 all’ora. E anche oltre.

Fra i più rappresentativi non può certo mancare un cavaliere senza macchia e senza paura come il sostituto Claudio Curreli, qua inviato dopo il pasticcio che causò a Cosenza con Padre Fedele Bisceglia, assolto in pieno dalla Cassazione, ma parimenti rovinato in toto da un sostituto che faceva sparire interi fascicoli a discolpa del religioso. Il motivo? Non ha mai voluto né spiegarlo né pagarlo di tasca propria. Questo è il conferenziere di stasera alla Coop marescana.
Indro Montanelli aveva ragione. Ammalato di protagonismo anche lui, il Curreli, oggi presidente della sottosezione pistojese del partito Anm-Associazione Non Magistrati, fa da regista a tutto il 96% degli iscritti a quel nefando partito di prevaricante efficienza: una massoneria (peraltro cara a Nicola Gratteri) che salva i colpevoli e perseguita i giusti per favorire il proprio esclusivo punto di vista.
Se la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana è la mistica sposa di Cristo, e se in essa Dio non turba mai la pace dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande; per come è strutturata l’Anm (Associazione dei Non Magistrati), l’Anm dell’attuale Tonno Cesare Parodi, altro non è che la mistificante sposa dell’Anticristo.
E fra i massimi suoi esponenti ascrive anche Nicola Gratteri, il Pm che, durante la sua luminosa carriera, ha fatto arrestare 423 innocenti senza mai pagato uno spicciolo per i suoi errori. Anzi: sulle sue bojate ha costruito la sua danarosa fortuna di intoccabile 007 con licenza di uccidere.
Oggi anche Gratteri di San Gennaro, Pm a Napoli, ha ampia pubblicità sui giornali italiani, sia per le minacce rivolte a quello (a me personalmente antipatico) di Marco Travaglio; sia per la narrazione di un caso di mala giustizia che riguarda l’arresto di Gianluca Callipo, ex sindaco di Pizzo Calabro, tenuto in galera per l’errore di un Gratteri campione del protagonismo giudiziario italiano.
Ebbene, questo Claudio Curreli, sostituto in punizione a Pistoja, il vizio di addomesticare la persecuzione giudiziaria alle sue idee e ai suoi pregiudizi non è mai terminato.
Un giorno ha fatto arrivare i CC anche nel mio studio e mi ha fatto sequestrare 4 computer, 1 tablet, un cellulare passando si sopra a tutte le norme e regole che proteggono la stampa e i giornalisti. Il tutto con il semplice scopo di proteggere un sedicente dottore che dottore non era, ma era un Ctu del tribunale di Pistoja, un millantatore di nome ragionier Romolo Perrozzi, favoreggiato dal Comune di Quarrata e dai suoi infedeli dipendenti.
Curreli si è inventato di sana pianta il reato di stalking giornalistico e con l’aiuto di Giuseppe Grieco, sostituto che protegge l’Asl-Toscana Centro, lo ha iniettato per endovena a un sacco di colleghi a iniziare da Luca Gaspari.
Poco dopo, sempre Curreli, con la complicità della Gip Patrizia Martucci (anch’ella campionessa di giochi olimpico-giudiziari vari), mi ha pure messo ai domiciliari per 104 giorni: finché il Tribunale del Riesame di Firenze non ha dato di stupidi a tutti quelli che avevano concepito il devastante intervento schizofrenico a protezione di squalificati individui cari alla procura pistojese.
Facile capire perché: lo stalking giornalistico non esiste o Travaglio (con Berlusconi) non avrebbe mai più visto la luce del sole.
Lo sanno benissimo anche in procura, al Terzo Piano, come stanno le cose: tant’è che non hanno mai impugnato la decisione del Tribunale fiorentino del Riesame che mi rimise in libertà nel marzo del 2021. Eppure hanno fatto pressione su Gaspari che, da buona plastilina e/o formaggio filante, se ne uscì con una sentenza “politica” pienamente e vergognosamente allineata sulle volontà tiranniche dei pubblici ministeri.

Ebbene, questo Claudio Curreli, a cui Padre Fedele Bisceglia, sua eminente vittima sacrificale, augurava di tornare a badare le pecore sul suo Gennargentu, onde impedire che potesse fare nuovi danni alle sue potenziali vittime, stasera sarà alla Coop di Maresca, fra donne belle e acqua fresca, a inneggiare alla santità della sua adorata Anm, la santa che lo libera dal peccato e lo rassicura da qualsiasi turbamento, cosa a cui lui – scout cattolico dell’Agesci – tiene in maniera particolare.

Oggi il partito dell’Associazione dei Non Magistrati lo vede come un vero e proprio dottor Dulcamara nell’Elisir d’amore mentre inganna il popolo montanino – consumatore Coop di castagne e farine dolci, necci e frugiate – per fargli credere che il mondo è pieno di delinquenti come me e di persone perbene come lui e loro. Tanto più per bene se vorranno credere, i marescani, che i pubblici ministeri sono la salvezza dell’umanità come l’Inquisizione della Santa Romana Chiesa.

Sarà lì, il Curreli, stasera, col suo fedele scudiero Gargiulo, dinanzi a un banchetto di bottiglie di Elisir d’amore pro ANM-Csm.
Per convincere gli uditori che “chi beve alla boccia, potente è qual roccia e gusta la goccia” del paradiso dell’unicità delle carriere dei magistrati: una realtà (ma questo non ve lo dirà mai…) firmata Benito Mussolini.
Y buena enculada para todos los credulones!
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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