la battutaccia. MA QUANTO SI AFFANNANO, PM E SOSTITUTI ALLA CURRELI, PER FARCI CREDERE CHE I SOLDI CRESCONO SUGLI ALBERI NEL “CAMPO DEI MIRACOLI”!
- liberastampa

- 10 mar
- Tempo di lettura: 5 min
L’orto in cui crescono le piante degli zecchini si trova al Terzo Piano in procura, un’area fitta di polloni di inquirenti che si comportano come la Robinia pseudoacacia, atta a ingannare i citrulli ai quali si propone come Acacia verace senz’esserlo. In quel terreno, oltreché svilupparsi le piante-pirata, pullula anche un rigoglioso ammasso di Cercis siliquastrum, o albero del giudizio o di Giuda. Sempre bene innaffiato da timidi magistrati obbedienti alle pressioni dei pubblici ministeri…

SEMINATE ZECCHINI DENTRO IL CAMPO:
VEDRETE CHE VI CRESCON IN UN LAMPO
Stamattina, su Libero, Mario Sechi, sardo di Campidano (Cabras – Oristano), entra a gamba tesa nell’eterna lotta fra bene (le toghe rosse) e male (il popolo ignorante e ciuco).
Lo fa ricordando ciò che il presidente picconatore Francesco Cossiga (altro sardo, ma sassarese) aveva distillato analizzando con attenzione il comportamento di un illustre rappresentante del bene: Luca Palamara.

Che Cossiga amava definire “quella specie di Tonno” (alludeva alla pubblicità del Palmera), che al presente ha, come vertice massimo di rappresentanza, il Tonno Cerare Parodi, torinese falso e cortese, apparentemente distante dai precedenti, ma – a ben vedere – comunque ad essi connesso se non altro per il regno di Piemonte-Sardegna.
Man mano che il tempo avanza, la lotta tra bene (le toghe rosse) e male (il popolo ignorante e ciuco) si fa sempre più dura, agguerrita e aggressiva.
Ma se gli elettori mafiosi, massoni e indagati come me (del popolo ignorante e ciuco), tanto spregiati dall’intellighenzia di sinistra, si mettessero a riflettere anche solo per un istante, non perderebbero tempo a volare alle urne per stampare un bel crocione sul SÌ.
Se non altro pensando che la sinistra (anche grazie al buon appoggio di preti, frati e monache)
1. ha ridotto l’ItaGlia in mutande
2. ha distrutto il mondo del lavoro
3. ha disfatto il welfare e la sanità
4. ha cancellato l’assistenza sociale
5. ha impoverito a morte il ceto medio
6. ha riempito le strade di accoglienze indiscriminate di gente assai pericolosa
7. ha sequestrato i figli alle famiglie per darli in affido (i normali, non i rom)
8. ha svuotato le casse pubbliche, drenando tutto fino a raschiare il barile
9. ha mantenuto un’amministrazione della giustizia che neppure al tempo dell’Editto longobardo di Rotari.
A Pistoja, tra le toghe rosse del bene, spicca – per impegno civile e presenzialismo ubiquo (men che in ufficio) – un altro shardana. Stavolta di Cagliari; Claudio Curreli, agguerritissimo difensore del NO pro domo sua; più interessato a esercitare lo scoutismo, la redenzione delle prostitute e la piantumazione degli alberini di Falcone, che non allo svolgere (con la dovuta diligenza e cura) le indagini.

Che solitamente lancia sul mercato azionar-giudiziario di Pistoja col tragico sigillo che caratterizza Tommaso Coletta e i suoi colleghi e/o sudditi: il famoso (quanto nefasto) copia-incolla a indiscriminata discrezione.
Claudio Curreli – presidente della sottosezione locale del partito dell’ANM (Associazione Non Magistrati); coadiuvato dal suo segretario, Sergio Garofalo (un omologo ex-sostituto, poi trasferito da Lucca-procura a Pistoia/tribunale civile ed esecuzioni) – ha questo vizio eccelso, per altro ben condiviso a livello colettiano: dare per certo ciò che lui crede, di cui si convince e di cui, il più delle volte, non ha altra prova che la sua voglia di sfalciare per impartire severe lezioni morali a chi, non di rado, è molto migliore di lui.
Questo shardana, fervente cattolico terrapertista e disobbediente, di fatto, alla legge, alle norme e alle regole fissàtegli dallo stesso art. 54 della Costituzione, alle leggi dello stato che lo paga per rispettarle e farle rispettare, obbedisce quando e se vuole. Al dovere di adempiere le sue funzioni pubbliche con disciplina ed onore non di rado non fa il minimo caso né si impegna come e quanto dovrebbe.
Se infatti facesse davvero ciò che sarebbe tenuto a fare, non avrebbe inventato, di sana pianta, un reato inesistente per colpirmi, lo stalking giornalistico (facendolo entrare anche nella zucca della sua collega iunior Chiara Contesini, e di Giuseppe Gireco, Paolo Fontana, Patrizia Martucci, Tommaso Coletta, Giuseppe De Marzo, Alessandro Buzzegoli e Alessandro Azzaroli salvo se altri).

Avrebbe indagato sul serio, non in burletta, il ragionier non-dottor Romolo Perrozzi, Ctu del tribunale che sembra così “socialmente prossimo” a lui da dover essere difeso a spada tratta sempre, comunque e acriticamente. Lo stesso, il Curreli, avrebbe fatto con il famoso mai-comandante dei vigili di Agliana, Andrea Alessandro Nesti, ex Vpo della sua procura; e con la di lui moglie, la letteratissima Milva Maria Cappellini, detta anche Blimunda, in amicali rapporti e “prossimità sociale” con Alessandra Casseri, segretaria particolare di Giuseppe Grieco. Ma l’elenco delle “aberrazioni legali” potrebbe continuare all’infinito, in espansione come l’universo…
Lo shardana-scout di Cagliari, benemerito del vivaismo pistojese, favorisce, oltretutto, anche il proprio abusivismo professionale nelle vesti di addetto-stampa dell’Agesci-scout pistojana. Ma… Gott mit uns! Lui c’ha Dio dalla sua – e amici a Roma: parola dell’ex-presidente del tribunale pistòjco, dottor Maurizio Barbarisi.
Le indagini, per essere tali, si fanno come le facciamo noi di Linea Libera, cara procura!
Voi, popolo ignorante e ciuco, che siete chiamati a farvi indottrinare da chi, come lui, crede di essere la legge fatta carne, potete ascoltarlo mentre baccaglia con la Cecilia Turco sulla necessità di votare NO. Il 5 marzo scorso erano qui.
Personalmente, non gli credo. Anzi credo che stia vergognosamente mentendo con lo scopo di poter continuare a contare sull’impunità garantìtagli dalla norma mussoliniana dell’unicità della carriera Pm-giudici.
Come pure credo (ex art. 21 Cost.) che la Cecilia Turco sostenga il SÌ solo di facciata e per acchiappar citrulli, dal momento che la ex-presidenta dell’ordine degli avvocati pistojani, fa parte di quella che un mio maestro del liceo definiva la razza padrona. Altrimenti il Coletta non avrebbe salvato dal rogo la sua cuginetta Lucia, sorella del suo importante cuginone Luca Turco, ex-procuratore aggiunto di Firenze.

Per chiedere un NO così fariseo a favore della Costituzione, ci vuole solo il coraggio della dantesca “meretrice dagli occhi putti” che non ha vergogna del mestiere ruffiano che svolge.
Vi auguro solo, o popolo ignorante e ciuco, che Dio non vi induca in tentazione ma vi liberi dal male, amen! Perché, se minimo minimo vi càpita di finire sotto le sgrinfie/artigli di magistrati di tale risma, siete fritti come i serpenti che vengono scuoiati e macellati dai bianconi in migrazione dell’Africa verso le maremme tosco-laziali ogni estate.
È gente – questa iscritta al partito dell’Associazione Non Magistrati di Tonno Cesare Parodi – che vi farà a brandelli senza pensarci neppure un istante.
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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