la battutaccia. SCRIVE PER COPIA-INCOLLA E NON SA LEGGERE, MA AD OGNI COSTO VUOL GLI ALTRI CORREGGERE...
- liberastampa

- 13 mar
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A Pistoja solo a parole la giustizia si amministra in nome del popolo italiano. Non di rado – anzi quasi sempre – quella penale viene stranamente servita sul piatto di portata in nome e per conto di una serie di magistrati che all’apparenza sembrano in stato di grazia come Maria Vergine, ma in buona sostanza appartengono alla razza dei falsi profeti: “vengono in vesti da pecore, ma dentro sono lupi rapaci”

SIAMO IN MANO, TUTTI QUANTI,
A PROFETI ECCELSI E SANTI
E li vediamo tutti pervasi da una famelica propaganda politica, tesa a far credere che come loro non c’è nessuno, e loro gli unici al mondo in grado di raddrizzare il cervello dei miseri che càpitano sotto le loro sgrinfie.

Un esempio concreto di falso profeta, integralisticamente impegnato nella propaganda del NO e della difesa della Costituzione contro gli assalti delle truppe del rinato partito fascista, è – a mio parere, ex art. 21 della della Carta – il famosissimo onnisciente, onnipresente, onnipotente, onni-ingerente, onnipensante, onnicomprensivo e panacèa universale, l’esimio Monsignor Claudio Curreli, prelato di Santa Anm-Associazione dei Non magistrati.
Scout di ispirazione cattolica Agesci; redentore delle prostitute sulle rotonde della superstrada ad Agliana; addetto stampa della stessa Agesci-scout; coordinatore degli ingressi dei clandestini in Italia perché, a suo parere, la Terra [deve essere comunque] Aperta all’accoglienza; istruttore di Lupetti (e forse anche apprezzatore di noccioline amerikane e lupini salati a mollo); antimafista sfegatato; correttore morale dei deviati che non ascoltano la sua indiscutibile, messianica parola; catto-praticante alla San Domenico Church in Pistoja con messe vespertine sabatali riservate agli intellò per la regia di don Alessandro Cortesi, teologo; sventolatore del bandierone arcobaleno della pace e per la pace: …

Claudio Curreli, destinato a Pistoja per i suoi trascorsi opachi in quel di Cosenza, è perfino capace – con il suo collega Giuseppe Grieco – di volere insegnare come si fa giornalismo montanelliano a noi (classe 1947), che abbiamo cominciato a scrivere sui veri giornali, di un tempo che fu, un anno prima (1967) che lui emettesse il suo primo belante vagito post partum matris ipsius – fate tradurre dall’avvocata Elena Giunti, patrona del Perrozzi, uno dei vari «prossimi sociali» del Curreli stesso.
E se dico “Perrozzi, uno dei «prossimi sociali» del Curreli stesso”, so bene di cosa parlo e ne ho le prove, contrariamente a quanto accade per le famose “indagini” di Pm e sostituti pistojesi, ai quali tutti sfugge il significato del termine per eccesso di boriosa saccenteria.
A Pistoja le indagini – lo dico, lo ripeto, lo sottolineo, lo dimostro – si fanno con il copia-incolla dai documenti di querelòmani produttori di querele temerarie, calunniose, false e demenziali tipiche di veri e propri “dislocati mentali”: gente che crede di essere laureata e non lo è, come il ragionier non-dottor Perrozzi, falsario cliente dell’avvocata latinless Giunti; gente che dichiara di essere comandante della polizia municipale, ma è solo un usurpatore di posto pubblico senza aver mai vinto un concorso per tale incarico, come il geometra dottor Andrea Alessandro Nesti, disobbediente a Tar Toscana e Consiglio di Stato; gente (e penso a quel calunniatore, falso testimone e falsario del sindaco di Agliana, Luca Benesperi, traditore degli elettori ma innamorato – come l’Orlando del Boiardo – dell’Irene Gori, deputata FdI), il quale si professa avvocato durante un consiglio comunale, ma non è mai stato iscritto, neppure per un giorno, all’albo degli avvocati; e non ha mai prestato il dovuto giuramento; donne letterate che, della diffamazione e dell’insulto, hanno fatto luminose opere d’inchiostro infamanti – e penso alla signora moglie del sopracitato Nesti, usurpatore di posto pubblico, ma caro alla procura – forse perché fedelissimo Vpo (vice procuratore onorario), dedito all’obbedienza cieca ai “signori del vapore” del Terzo Piano?
Tutta gente, questa, che riscuote il plauso di una sorta di vergine dal candido manto come Curreli, persecutore di Padre Fedele Bisceglia e, a Pistoja, della verità di cui è a piena conoscenza, ma su cui sputa con il suo omertoso silenzio, che gli impedisce di provare pudore, vergogna e senso di pentimento impossibile per lui, privo com’è – spiace dirlo, ma è dato certo – di coscienza.

Grazie a tredici lettere raccomandata 1 con ricevuta di ritorno, Claudio Curreli – grand’elettore del NO dell’Anm – è a piena conoscenza del fatto che di tutti i capi di imputazione di cui e con cui mi ha sommerso e continua a sommergermi, insieme a Linea Libera e a Alessandro Romiti, non uno ne resta in piedi: perché sono, senza soluzione di continuità, solo pure sue personali allucinazioni, elucubrate di notte dal suo pericoloso «ego giurisdizionale».
Curreli ha tutti i documenti, ufficiali e certificati, necessari per dover riconoscere i suoi eclatanti errori. Li aveva a disposizione anche Luca Gaspari. Li hanno avuti anche molti dei suoi volenterosi colleghi: ma ognuno di loro si rifiuta e di prenderne atto e di cospargersi – come dovrebbe – il capo di cenere. E forse più di quella dell’eruzione del Vesuvio nel 79 dopo Cristo.

Così facendo, significa solo che, per gran parte, l’amministrazione giudiziaria di Pistoja difetta di coscienza. E che, per questo metaforico concubinato giudiziario, il metodo in uso a Pistoja – il pervicace disconoscimento della verità – è un vero e proprio modus operandi di tipo mafioso. Così ragiona la mia logica,. forse povera, ma “ontologicamente” aristotelico-matematica.
Nella città di Vanni Fucci e di Cino non si amministra la giustizia: si giustiziano e si cerca di rovinare i cittadini che, come chi scrive, stanno sulle palle a dei tiranni che siedono, da falsi profeti, al Terzo Piano di Palazzo Pretorio.
Decine di documenti, ho spedito. Che Curreli malafedosamente ignora insieme a certi suoi colleghi e succubi. Mentre l’iniquo sistema di abbattere e tacitare, con la violenza della legge, chi parla di illegalità e marciume di questo popolo trattato come un animale da macello, è, e resta, una inaccettabile offesa alla Costituzione da sempre disattesa, vilipesa e interpretata in malam partem.

Il sistema è sotto gli occhi di tutti, ben noto a tutti e accettato dai più. E nonostante la realtà resa palese per tabulas, tutti, convinti e ben coordinati, fingono di cercare verità e giustizia ma prevaricano contro equità e diritto, continuando a rinviare a giudizio chi osa parlare e dire come nei paesi sotto dittatura, depredando (a fini di rovina) la borsa di coloro che, a secco , vengono trasformati in colpevoli senza appello, e sono costretti a passare in aula svenandosi in spese causate da un illecito-maligno e criminoso modus operandi.
Chi agogna una magistratura corrotta e tiranna, non esiti, amici della [falsa] giustizia, a votare NO per rendere ancor più forti e impunibili dei pisquani di questa risma
Si potrà solo dire, alla fine, che ogni popolo ha il governo dittatoriale che merita.
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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IL COLMO DELLA SFRONTATEZZA
È evidente che il nostro giornale è stato chiuso non perché siamo degli “anonimi veneziani” e dei clandestini che stampano e veicolano pericolosi messaggi sovversivi e di rivolta, ma solo perché rompiamo le palle ogni santo giorno a chi vuole comandare senza darne democratica ragione.
D’altronde qual è il modo più efficace per combattere la mafia? L’omertà rispettosa o il loquace irrispettoso gridare ai quattro venti lo sconcio in cui siamo costretti a vivere in nome di chi si sente – ed è di fatto – impunito e impunibile come pretendono Anm e Csm?
Ascoltate bene lo stesso Curreli…
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