piRandellata pasquana. L’ ACQUA SPORCA COL BAMBINO CHE NON GARBA A DON CLAUDINO
- liberastampa

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«Garzoncello scherzoso, Cotesta età fiorita È come un giorno d’allegrezza pieno, Giorno chiaro, sereno, Che precorre alla festa di tua vita. Godi, Curreli mio; stato soave, Stagion lieta è cotesta. Altro dirti non vo’; ma la tua festa Ch’anco tardi a venir non ti sia grave…»
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RIDE E SCHERZA IN QUA E IN LÀ
CLAUDIO: E INTANTO DANNI FA

Buona Pasqua 2026 a tutti i pistojani che sembrano capire davvero poco, vista la diarrea dei No (59%) al referendum, tutti regalati a personaggi come il presidente della Anm locale, don Claudio resurgens Curreli.
Come ha scritto una mia cara allieva sul suo stato WhatsApp, «Oggi è Pasqua. Spero che possa risorgere anche il cervello di qualcuno».
Ma sarà difficile: perché siamo in mano a gente “senza cervello”. La quale – anche grazie alla scuola sessantottarda – è arrivata, dov’è arrivata, grazie ai calci in culo imprèssigli da tanti post-sessantottini asini alla infinitesima potenza.
Sono talmente tanti, che hanno invaso la nostra vita. Loro sì stalker. Specie se, come don Claudio, esercitano il potere secondo il principio unico dell’arbitrio; e non hanno il minimissimo riguardo di quella tanto laudata Costituzione delle cui pagine si servono, ogni dì, ad latrinarium usum (forse questo latino lo capisce anche l’avvocata Elena Giunti).
«Forti coi deboli, deboli coi forti, impongono la legge e non sanno d’esser morti». È un distico adattissimo all’arroganza dei magistrati. In primis per quelli che lavorato in procura; in secundis per quelli che, Gip o Gup, «credono, obbediscono e combattono» e scendono in piazza con la coccarda antifascista dell’Anpi.
A loro basta non essere contraddetti. Dopodiché fanno di tutto fuorché il loro dovere. Come don Claudio che ha sempre ragione e che, con quella bocca da Chlorodont (ma non da Virna Lisi), “può dire ciò che vuole”, dal momento che Gip e Gup, dinanzi a Pm e sostituti, si mettono sùbito sugli attenti «usi a obbedir tacendo e tacendo morir».

Un gran bell’esempio di paese libero e democratico, questo nostro. Ora completamente in mano a chi la legge non la applica «con disciplina ed onore», ma la manipola, per proprio conto e tornaconto, secondo il Lodo Giolitti, «obbedite e tutti zitti»!
Lusinghiàmolo un po’, allora. Facendogli credere di essere il Cristo che risorge di Piero della Francesca. Ma non basta la satira per farlo riflettere: chi nasce troppo imparato e finisce da magistrato, fa come i “figli dell’arte” che son nissunllàho [1], ma son da ogni parte…

Le mia personale domanda pasquale è sempre la stessa. È la domanda manzoniana stile Natale 1833: «Perché il male nel mondo nonostante Dio?». Se non risorge il cervello me la vedo brutta, direbbe la marchesa che camminava sugli specchi. Al che fa eco la merda che, sotto il sole estivo, esclama: «Questo mi secca!».
Buon per don Claudio resurgens! Convinto che, di magistrati migliori di lui non ne esistono. È certo (e non lo nasconde, anche se spara menzogne in aula ai giovini nuovi di zecca e fior di cònio) di essere il più meglio, il più giusto, il più eterno. Non sa che di buoni propositi è lastricata la via dell’inferno?
Non basta fare lo scout e andare alla messa degli intellò il sabato pomeriggio da don Alessandro a San Domenico. Non basta far credere di essere al sicuro in eterno perché apre la Terra d’estate e d’inverno. D’altronde, da buon cattolico qual si professa in Agesci, dimostra ciò che è da quello che fa e da come si comporta.
Cristo, quelli così, li indicò con l’espressione di sepolcri imbiancati. Come può salvarsi, don Claudio, se di tutto conosce la verità vera, ma la nega, l’annega e la rinnega, tradendola con tutte le sue pubbliche “ammuìne” di cittadino attivo, antimafioso, generoso e sempre in prima fila a fare elemosine e a pagare le decime?
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Buona Pasqua anche agli altri magistrati pistòjci che gli obbediscono non perché, come disse il risorto prima di morire, «non sanno quello che fanno»; ma perché come ebbe a dire una volta il giudice Luca Gaspari, il soldatino della procura: «Lo so che è tutto vero, ma devo rinviare a giudizio!».
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
[1] Nissunllàho, toscanaccio per “in nessun lato”, da nessuna parte al mondo. Ma il Curreli, da cruscante, ce lo spieghi sull’istante…
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Leggi notizie su Terra Aperta di Curreli e l'articolo di il Riformista su «Bella ciao».




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