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piRandellate. PIÙ BALLE IN AULA SPARA IL BUON CURRELI, PIÙ IN ALTO VOLA, STELLA IN MEZZO AI CIELI

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    liberastampa
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

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La storia che è toccata Piero Sansonetti e le preoccupazioni della Crusca circa l’uso improprio della lingua italiana destinata a scomparire, mi hanno richiamato l’attenzione sulle disgrazie della procura di Pistoja, manipolata da gente come Claudio Curreli, il sostituto che vive e regna (di prevaricazione anche in aula) nei secoli dei secoli, con la benedizione dei catto-meglio-pistojani fedeli della chiesa-intellò di San Domenico del sabato sera

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Si sentono linguisti raffinati e magari lo sono davvero. Ma forse solo della «Sagra delle bugie» delle Piastre
Si sentono linguisti raffinati e magari lo sono davvero. Ma forse solo della «Sagra delle bugie» delle Piastre

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ADUSO A TRASFERIR TUTTO IN MENZOGNA

NON SA INDAGARE MA SA FAR VERGOGNA

 


I magistrati del No? Non difendono la Costituzione: vogliono solo barricarsi per restare impuniti e impunibili
I magistrati del No? Non difendono la Costituzione: vogliono solo barricarsi per restare impuniti e impunibili

Avreste dovuto sentirlo, il 24 marzo scorso, in Aula Signorelli, alle 15, il Dominus et Deus, mentre, sussiegoso e apparentemente sicuro, imboniva tre “biscottini di giudici” sfornati freschi freschi e destinati al malaffare pistòjco.


Parlava come l’ultrà giudiziario salvato dall’orrore del processo antico contro Padre Fedele Bisceglia e per chissà quali e quanti altri inciuci non ancora emersi sul pelo delle acque nere della malagiustizia.


Parlava sicuro anche per quel 59% di NO che ha costellato questa provincia – nel senso deteriore del termine – dove il Csm manda in Caienna i magistrati colpevoli di qualcosa che non si deve né dire né sapere.


Dove perfino il capo, Tommaso Coletta, arriva promosso dopo essersi rifiutato di intercettare Lucia Turco, sorella del suo superiore gerarchico Luca Turco; e da dove sempre il Coletta “figlio d’arte”, sta per spiccare il volo verso le nobili terre di Lucca. Promosso ancora una volta per essere nuovamente rimosso onde evitare ipotetici passi falsi e inciuci che hanno costellato la sua presenza vannifucciana?


Il 24 marzo scorso, in Aula Signorelli, alle 15, da quella bocca (non certo di Virna Lisi e del Chlorodont di una volta…) che può dire quello che vuole, Curreli ha sparato a raffica non con una semplice mitragliatrice, ma addirittura con un’Oerlikon 25 mm, mitragliera automatica per difesa antiaerea ravvicinata.



Il presidente locale della ANM-Partito “Associazione Non Magistrati”, ha dichiarato, con la disinvoltura dell’incallito superprotetto da suoi colleghi-giannizzeri, che:


1.      io ho accusato la procura di non svolgere indagini attente e informate;
2.      tutto ciò che ho detto e scritto è una colossale menzogna contro lui e la santità della giustizia penale locale;
3.      il Pm capo, i sostituti e giudici penali pistojesi sono sereni poiché, in quanto filosofi superiori ai comuni mortali, sono distaccati, riguardo alle accuse di un povero quisque come me, professorùcolo del Menga.

Come ho anche scritto altre volte, i vincitori di concorso in magistratura non sono tutti uguali. Fra loro – e secondo la proporzione umana universale – ci sono, a onor di verità e di Sciascia, «gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà».



E Sciascia, che non è certo un fascista e un eversore, ce ne rappresenta uno – di individui della casta dei Pm e sostituti – particolarmente adatto ai personaggi che si muovono all’interno del Terzo Piano pistojese, nel suo libro Una storia semplice.


Lo fa in un passo in cui un anziano professore deve essere interrogato da un suo ex-allievo, copione e incapace in italiano, che si rivolge al suo antico docente per ricordargli (con il garbo di un ippopotamo che marca il territorio) che… «non ero bravo in italiano, ma guardi dove sono arrivato oggi…».


Come vedete la storia si ripete. Perciò voglio ricordare pubblicamente, ai tre neòfiti del Tribunale del Riesame che hanno già deciso di dare ragione a un sostituto che mente in aula, che non basta aver vinto un concorso in magistratura per essere dei membri dell’Accademia della Crusca Fiorentina, e arrogarsi il diritto di proporsi come linguisti, etimologhi e fini intenditori della moritura lingua italiana.


Perciò, appositamente chiarisco che:


1.      se io ho accusato la procura di non svolgere indagini attente, l’ho fatto (contrariamente al modus operandi della procura pistojese), come si dice, a ragion veduta.La dimostrazione è verificabile a colpo d’occhio: perché una circostanza sia vera, non è sufficiente che sia affermata come certa da un tizio che nasconde un intero fascicolo per far condannare Padre Fedele Bisceglia; da un tizio che, senza prova alcuna, ha messo sotto torchio (per mano del suo collega Giuseppe Grieco) la Vpo Francesca Innamorati, dando per certo il fatto che l’avvocata aveva peccato di negligenza nella custodia del suo cellulare su cui don Claudio dava dritte oscene e ingiuste ai suoi assoggettati segugi; da un tizio-sostituto che, nei suoi copia-incolla, ha seminato più errori di quante possano essere le mosche in una pagina scritta, su una Olivetti Lettera 22, da dita tanto snelle quali quelle di Primo Carnera;
2.      quello che io ho detto e scritto su personaggi come il non-dottor Romolo Perrozzi e il mai-comandante Andrea Alessandro Nesti (ferreamente protetti dalla procura) è tutto vero: e Claudius lo sa per certo, anche se afferma il contrario ai giudici del Riesame con lo squallido fine di ingannarli e addomesticarli alle sue mistificanti tesi da oppressione e persecuzione giudiziaria.Non parliamo, poi, dell’interpretazione etimologica distorta del termine «periodico», intorno al quale la crassa ignoranza linguistica dei magistrati pistojani ed oltre, si è rivelata, in buona sostanza, presuntuosamente cancerogena, fuorviante e falsa;
3.      proprio nel momento in cui don Claudio, in aula, si professava sereno e distaccato, come gli dèi di Epicuro, nei miei personali confronti, la procura di Genova mi stava trasmettendo un rinvio a giudizio (sulla questione della Vpo Francesca Innamorati) in cui Claudio Curreli risulta promotore di una denuncia nei confronti di un giornalista scomodo come me (e continua a farlo proprio come Sansonetti) e per il quale è fissata l’udienza preliminare in aula per il giorno 22 aprile prossimo, ore 9:45, stanza 60, piano 10°, Palazzo di Giustizia.


In effetti il Curreli è stato onnipresente. Dovunque è stato invitato. È partito dal suo regno (San Domenico a Pistoja) ed è passato da tutte le case del popolo della provincia. Alla faccia della terzietà del Partito della Anm. Non sarà mica affetto da mitomania (o pseudologia fantastica) tanto sembra convinto della verità di ciò che afferma…?

 

Scusatemi se è poco, signori del Tribunale del Riesame di Pistoja – presidente Caterina Barberio; Marco Granocchia, giudice; Luca Amedeo Savoia, giudice relatore.

Se fossi in voi, così freschi e così fatti girare come palline sulle punte delle dita da prestigiatori incalliti davvero discutibili, avrei non pochi dubbi ad ascoltare chi, come questi difensori della Costituzione e del No, si inventano persino reati laddove non ce n’è ombra alcuna.


E ora, don Claudio? Osi dire che non hai mentito in aula ai tre giudici del Tribunale del Riesame e che non è per niente vero che in procura non siete sereni, terzi, imparziali, indipendenti nei miei confronti? Ma quante «bàgole» spari, aspirante presidente dell’Accademia Fiorentina della Crusca?
E ora, don Claudio? Osi dire che non hai mentito in aula ai tre giudici del Tribunale del Riesame e che non è per niente vero che in procura non siete sereni, terzi, imparziali, indipendenti nei miei confronti? Ma quante «bàgole» spari, aspirante presidente dell’Accademia Fiorentina della Crusca?

E mi chiedo… Perché difendere a spada tratta il Perrozzi o Andrea Alessandro Nesti, se il primo è, fattualmente, strafavorito dal Comune di Quarrata (Curreli lo sa perché glielo ho scritto e dimostrato personalmente di persona) e ha fatto cancellare, al Catasto, due strade nelle sue proprietà-fondi serventi pieni di servitù storiche?


E le storie del Nesti (ex-Vpo: pertanto prudenzialmente incompatibile con la procura delle nebbie pistojane), ve lo ha detto don Claudio, che sono state smentite da due sentenze (passate in giudicato), la prima del dottor Pasquale Cerrone (oggi a Salerno, mi pare) e della dott.ssa Daniela Bizzarri?


Ve le ha prodotte queste carte, il promettente scout dell’Agesci, sempre in prima linea alla messa di San Domenico celebrata da don Alessandro, teologo degli intellò locali?


Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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