piRandellate. UGUAGLIANZA, UGUAGLIANZA, SOL DIRITTI PEI MARANZA! MA IL CURRELI È LA SALVEZZA PER LA NOSTRA LIBERTÀ!
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A ripensare a ciò che sta succedendo in procura a Pistoja dopo la strabordante vittoria del NO, e al comportamento del sostituto cagliaritano, indegnamente salvato dal tribunale di Salerno dopo che aveva rovinato Padre Fedele Bisceglia, mi è affiorata alla mente la famosa Giovinezza del vituperato ventennio…
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NON APPLICAN LA LEGGE... SE LA FANNO
A LOR MISURA: E TUTTO A NOSTRO DANNO
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E ho rifatto il titolo (in parodia) per questo breve intervento, ispirandomi al tema suggerìtoci dallo stesso CSM, che in ben due occasioni ci ha ricordato che i magistrati, prima di essere tali, sono – e restano – dei cittadini, tutti uguali, della Premiata Forneria di Mattarella.
Uguali agli altri cittadini, ma molto migliori assai di loro, perché per gran parte intellò di sinistra, catto&comunisti, eminenti eminenze – non grigie ma opache – della trasparenza (mancata) nell’amministrazione giudiziaria del prima e del dopo-No.

L’articolo 3 della Costituzione, così strenuamente difeso dai togati del No; così egalitarista; così garantista della democrazia (appesa [per il collo] ai famosi chiodi stile-Auschwitz dove venivano giustiziati, al mattino, i sommersi di Primo Levi, che lì tiravano le cuoja):
Proprio quell’articolo 3 mi si è presentato e mi ha posto una domanda doppia che giro – da giornalista qual fui, sono e resto nonostante tutto – sia all’On. Claudio Curreli, il protetto; che al suo capo Tommaso Coletta; e al signor Biancomuto, primo magistrato d’Italia; e al suo partito dell’Anm-Associazione Non Magistrati; per finire, ovviamente, al Collegio del Riesame che ha fatto la famosa ammuìna, mentre era già stato bene indirizzato al rifiuto (credo) dalla piovresca Associazione Non Magistrati in piedi a Pistoja, di cui Curreli è il presidente.

I giudici penali del Riesame – dottori Caterina Barberio (presidente), Marco Granocchia (giudice) e Luca Amedeo Savoia (giudice relatore), dopo gli interventi dell’On. Claudio e dell’avvocato Pamela Banaiuti, si sono riservati – come amano pomposamente esprimersi in lingua da Placiti Cassinensi – lasciando quasi credere che la disamina del dissequestro di Linea Libera (organo di stampa perfettissimamente legale e in regola, nonostante tutto il dedotto e tutto il deducibile) fosse un lavoro difficile e tale da richiedere un’esegèsi complicata e bisognosa di tempo, impegno e ponderoso sudor cerebrale.
Al contrario – e da qui il mio personale sospetto di pressioni e imbeccate da parte della democratica procura pistojana – il mattino seguente all’udienza, il 25, il provvedimento era già stato partorito in pochi istanti. Un parto lampo, si direbbe. Veloce quanto la nascita di un Alien dall’uovo galattico.
Ma ecco la domanda, strettamente collegata all’art. 3 della Costituzione, la sposa mistica dell’On. Curreli, come lo è la Chiesa nei confronti di Cristo Salvatore:

Se davvero la legge è uguale per tutti, per quale motivo l’On. Curreli vive e lavora indisturbato a Pistoja nello stesso tribunale in cui lavora anche sua moglie, magistrata delle esecuzioni, in una posizione di conclamata incompatibilità?
E perché noi di Linea Libera, periodico di una Coop-Scarl regolarmente registrata alla Camera di Commercio; stampa esente dall’obbligo di iscrizione nel registro della stampa periodica (ex art. 3 bis Legge 16 luglio 2012, n. 103 di conversione del D.L. 18 maggio 2012, n. 63) siamo soggetti alla persecuzione giudiziaria di un sostituto che in aula mente senza pudore dinanzi ai tre giovini di buone speranze del riesame?
Non è, forse, questa, una plausibile ragione per poter ipotizzare che i magistrati possono fare quello che vogliono: anche mandare a processo chi non fa alcun male, pur essendo, loro stessi, i primi a soffrire della scabbia dell’illegalità?

Credo che sarà estremamente interessante vedere su quali specchi (per le allodole) dovrà arrampicarsi il buon dottor Savoia onde assecondare la palese e vergognosa immoralità della posizione persecutoria della procura, ove prospera e fulge l’on. karaoker Claudio Curreli, confermata, con altrettale impudicizia logica, dal Gip Alessandro Buzzegoli, sollecitato e smosso pur senza alcuna causa propulsiva se non quella dei Signori del No.
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana




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