piRandellate. VIENE A CORSA E A CORSA FUGGE QUALE LEPRE, MA PRÌA RUGGE...
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Se loro (procura e sostituti) se ne “catafottono” di me e di Linea Libera, qual è mai la ratio per doversi sentire costretti a chiudere il giornale che rompe gli schemi della pistojana palude in putrescenza?
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DI PARÒL FU SEMPRE PIENO:
MA ERA PAGLIA, MAI FU FIENO
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Ieri alle 15, in Aula Signorelli, primo piano di Palazzo Pretorio (o del malaffare) a Pistoja, durante la Camera di Consiglio per la discussione della richiesta di dissequestro di Linea Libera, un sequestro rivendicato dal “cavaliere del No” Claudio Curreli – l’onnipresente sostituto pistojano che ama “aprire la terra” ai clandestini e perseguitare chi rompe le palle con le verità scomode – si è presentato al collegio e ha segnato davvero dei punti fondamentali a suo assoluto vantaggio.

Punto fondamentale degli sproloqui da pseudo-giurista qual è, aspirante direttore dell’Accademia Fiorentina della Crusca, che disserta sul significato del termine periodico senza conoscere (è una sua costante caratteristica) una beata minchia di ciò di cui parla (e senza volersene informare come qualsiasi buon cristiano farebbe); punto fondamentale, dicevo, Claudio ha ribadito un concetto cardine nel diritto di questa magistratura impiallacciata e mantenuta tale dal NO referendario.
Ha riaffermato, infatti, con estrema sicurezza e sicumera, che i Pm e i sostituti di Pistoja, pur bombardati da me più di Teheran da Trump, «son sereni, son felici e si soffian le narici; son felici, son sereni e di sé son fieri e pieni». È il mito dell’infallibilità del papa-toga.
Il problema Bianchini – ha detto Claudio – non ci tange. Lo ripeteva sempre, quel verbo là, pure la preside Rita Flamma; la comunistissima che disfece il Forteguerri e la sua serietà fino al suo infausto arrivo in loco.
E se Pm e sostituti pistòjci «son sereni e di sé pieni», significa – in Lirone Sabaude adatte al Regno claudiano di Sardegna, natìo borgo selvaggio del sostituto tuttofare – che sia lui che i suoi colleghi non se la prendono delle tamburate di cui ogni giorno io personalmente di persona li gratifico ad abundantiam.

Quindi – come dicono al Sud – «io sto a posto» e posso continuare imperterrito a esternare – come è stato anche scritto – i miei punti di vista ex art. 21 della Costituzione. Se non offendo loro, che sono gli dèi, come posso offendere certi (numerosi) dementi che, da politica e procura, sono accuratamente protetti, omaggiati e rispettati in quanto strumenti di regno?
I colettiani si nascondono, appunto, dietro di loro, adoperandoli comodamente come le armi di Alberto Sordi in Finché c'è guerra c'è speranza: mezzi di distruzione usati a loro vantaggio.
Ma la cazzata emerita del buon pastore di anime-scout (non fia mai del Gennargentu, come sosteneva Padre Fedele Bisceglia…), c’è stata quando, mentre mi accusava di esercitare abusivamente la professione di giornalista, ha definito, con rispetto, avvocato, il suo amico e protetto Luca Benesperi; il famoso bimbominkia della definizione inventata dalla vigila Claudia Vilucchi per dipingere icasticamente l’inadeguato falsario, calunniatore, problematico, traditore sindaco di Agliana: l’Agrùmia della Blimunda, la moglie di un mai-comandante che, dal 2000 al 2015, ha usurpato un posto non suo; e da lì in poi, è stato riscaldato e protetto anche da quel fascista aggressivo di Maurizio Ciottoli, lo squadrista che è abituato ad assalire la gente per strada e in Comune. E Claudio Claudio non lo sa, che quando passa ride tutta la città?
Osservate quant’è falso, bugiardo e infido questo sostituto che, da una parte accusa me di professione abusiva, e dall’altra ossequia il Benesperi, pur essendo egli un cacaiola di metamorfosi politiche molto assaj più a destra di Curreli che sta addirittura alla destra di Gesù della Chiesa intellò di San Domenico a Pistoja.

Un Curreli che, bontà sua, esercita la professione abusiva di addetto stampa dell’Agesci Scout, e che omaggia di titolo di avvocato il fragile Benesperi, quando sa (l’ho segnalato io stesso in procura) che il bimbominkia è avvocato quant’era prèvete Vittorio De Sica in Ferdinando Primo re di Napoli dinanzi al re impersonato da Peppino De Filippo: «Maestà… i’ songo prèvete cumm’ a vuje!».
Claudio non sa leggere, non sa scrivere e non sa nemmeno fare di conto. Eppure da sardo e con le pecore utilizzate come palline da pallottoliere, dovrebbe essere bravo a contare ond’evitare abigeati normali nella sua terra. Ma tant’è.
Eccelle, tuttavia, il Curreli, in una virtù: la menzogna. Infatti ha girato per tutte le case del popolo di Pistoja, garantendo al popolo che lui, quando esercita la divina divinazione giudiziaria (con lui, più o meno, la giustizia è come un responso da Mago Otelma, visto che s’inventa perfino lo stalking giornalistico…), in onore dell’art. 358 cpp, raccoglie anche le prove a discolpa dell’indagato. Bella balla davvero!
Forse può darlo a intendere alla sua gentile signora Nicoletta, non a noi. Perché posso affermare senza tema di smentita che, se trovate una sola prova a mia discolpa nei 38mila miei rinvii a giudizio copia-incolla e senza capo né coda che m’ha fatto, lo stesso Leone XIV lo farà santo in vita, ancor prima di quel Righetto da ciuffo di Papa Francesco.

D’altronde che aspettarsi da uno che ti piglia un frate cappuccino, Padre Fedele Bisceglia, e lo rovina con una condanna di quasi 10 anni di carcere, mentre poi il condannato viene assolto per Cassazione, perché i signori rosso-togati e ermellinati (tutti lì grazie ai porcaj di Palamara e Anm, di cui Claudio è papa in terra aperta di Pistoja) scoprono che Claudius ha nascosto non una prova, ma un intero fascicolo di prove a discolpa del religioso innocente?
Cosa ne dice, di un sostituto come lui, il “figlio d’arte” Tommaso Coletta? Colui che rispose al luogotenente GdF Cappelli: «Ma allora non lo vuoi capire, che io la sorella del mio superiore Luca Turco non la intercetto!»? Se Cleopatra si fosse fidata di un aspide, non se ne sarebbe fatta mordere il seno, no?
Pm e sostituti, non siete affatto buoni. In compenso indubbiamente siete bravi. Come quelli del Manzoni, però.
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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Ora che l’Anm si è fatta partito politico, seppure assolutamente anòmalo, la critica anche aspra diventa un modo per promuovere le proprie posizioni. Non credi, Claudio?
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