referendum. CHE FORSE IL CURRELI HA CHIESTO LA CHIUSURA DI «LINEA LIBERA» SOLO PERCHÉ ABBIAMO PUBBLICATO LE SUE FOTO IN GIRO PER LA CAMBOGIA...?
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È possibile che ai nostri persecutori impunibili il giornale abbia fatto paura proprio per motivi ben poco costituzionali e molto più assai personali? Del resto la procura pistojese è famosa per le protezioni che offre alle proprie «prossimità sociali» e per tutti i vantaggi che ne trae, a iniziare da Coletta che salva la sorella del suo capo fiorentino Luca Turco
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PER LA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA
SUL REFERENDUM A FIRMA NORDIO
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Io non voglio magistrati di questa irricevibile ipocrisia, tutti pieni di pubbliche virtù, ma lordi di vizi privati inammissibili.

A inizio mese Linea Libera è stata chiusa non perché organo di stampa sovversivo; non perché pericoloso; non perché maldicente: tutti i giudici coinvolti nelle protezioni dei personaggi del vergognoso processo Gaspari, sono perfettamente consapevoli di quale sia la verità oggettiva di oltre sei anni di lotta per la legalità.
Della pericolosità del giornale – l’unico che dà a ciascuno il suo, senza fare sconti a nessuno – se ne sono accorti solo a inizio di questo mese. Eppure era dal 16 marzo del 2024 che stavamo pubblicando le verità appestanti di Pistoja.
Quindi perché Curreli interviene – sempre sostenuto da Coletta, il protettore delle sorelle dei suoi superiori – solo a quest’ora, se il vulnus e il periculum in mora erano tanto gravi? Se avessimo seminato femminicidi, quante scarpe rosse sarebbero state esposte sulle scale di un tribunale che produce in gran parte solo malagiustizia e corruzione?
O è stata tutta e solo una mossa per troncare le ali a chi – e lo faccio anche ora – sostiene la necessità che chi sbaglia deve pagare? E che – come diceva Socrate in Palatone – non si deve più rispetto a un uomo che alla verità.

La realtà è assai diversa, da quella prospettata dai signori del teatro (giapponese) NO. Fanno, certi Pm e sostituti; fanno male; fanno danni e vogliono continuare a farli senza che nessuno dica loro di piantarla e di comportarsi con disciplina e onore come prevede la Costituzione (art. 54), su cui molti di loro sputano da mattina a sera, pensandole durante la notte per farle anche peggio.
Cari Curreli e Coletta (e tutti gli altri in fila, io non sono un massone; e non sono neppure il delinquente che, voi, tutti insieme e d’accordo, per proteggere pochi, mi avete dipinto.
Vergognatevi. Perché fate vergogna all’alto compito cui siete stati fatti accedere; e umiliate e sporcate tutto con i vostri giochi di potere, di carrierismo, di sete di denaro e di turbe di protagonismo da prime donne per giunta isteriche.
E proprio perché non sono un massone e un delinquente come certuni di voi, lo dico e lo ribadisco: Linea Libera è un giornale in regola con la legge. Illeciti sono, al contrario, tutti coloro che, terrorizzati dalla verità, strozzano le voci discordi che mostrano le aberrazioni mentali caratteristiche di certi disturbati dall’ossessione dello strapotere tirannico.

Non voglio, da cittadino perseguitato, mafiosi al comando, che dicono di lottare contro la mafia, ma d’essa dànno segno e ragione. Né filosofi morali che salvano le sorelle di altrettanti filosofi del gufo. Voglio ordine, pulizia e rispetto per chi vi paga lo stipendio da nababbi. Quindi anche per me.
E in procura a Pistoja, di tutto questo, io non trovo nemmeno un’unghia di gatto persa per strada. Come non trovo ordine e correttezza nel tribunale in-civile, che sembra la terra di mezzo di veri e propri trolls.
Siete una vergogna per i cittadini. Pentitevi! Qualcuno deve pur dirvelo!
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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Che Dio, in cui non credo, salvi questo disgraziato paese
pieno di catto-credenti che credono in Dio molto meno di me
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