top of page

referendum. COMITATI PER IL NO PRONTI A IMBARCARE I PASSEGGERI DA TRASFERIRE AL FAMOSO CPR “PAESE DEI BALOCCHI”

  • Immagine del redattore: liberastampa
    liberastampa
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

_______________________

 

In questi ultimi giorni dell’inferocita campagna elettorale contro la riforma Nordio, si è intensificata anche l’attività del “Comitato pistoiese No al referendum”, che riempie le cassette della posta di volantini ora pro NO(bis). Pm e sostituti godono perché possono contare su masse di decerebrati peones pronti a sostenerli


________________________

 

Votare per la separazione delle carriere è pericolosissimo per la democrazia: quella dei Pm che possono fare quello che vogliono come a Pistoja
Votare per la separazione delle carriere è pericolosissimo per la democrazia: quella dei Pm che possono fare quello che vogliono come a Pistoja

Se a votare SÌ, seguendo il postulato di Nicola Gratteri, sono solo i mafiosi e i massoni, per definire i fautori del NO, occorre trovare delle definizioni adatte a chi intende proteggere tutti i privilegi che “spettano” ai nostri dittatori delle procure.


Ho cercato di fare del mio meglio, ma altro non ho trovato, di più calzante, che la “sindrome decerebrale di Stoccolma”, quella in cui la vittima si lega e si piega al suo carnefice, con tutto il gusto del martirio a prescindere, perch*… «il tiranno mi fa tanto male, ma io, che sono masochista, godo come un matto e gli sono riconoscente».

Da parte di certi campioni del diritto...
Da parte di certi campioni del diritto...

Vedere che, in 80 anni di Costituzione, il risultato è quello di sostenere a prescindere l’intangibilità di una Carta che non è stata mai compiutamente realizzata (anche grazie all’obliquo comportamento dei magistrati-Torquemada), mi porta a dover considerare che il male che i comunisti hanno fatto nel mondo (e in questo paese) non ha limiti né confini ed è un reato universale.


Basta un nome – Enzo Tortora – per far capire l’inaccettabile strapotere dei procuratori delle repubbliche (bananiere) e dei loro sostituti. Non tanto perché anche loro, i magistrati, non possano sbagliare, dal momento che sbaglia perfino il prete all’altare: quanto perché chi, in quel caso (e in mille altri) ha sbagliato, è sempre stato premiato con avanzamenti di carriera e, di conseguenza, palate, carrettate, vagonate, bastimenti di quattrini.


Non mi farebbe alcuna impressione che le carriere fossero e restassero unite e soggette all’organo unico di autotutela (ma già questo termine è assai poco invitante: perché vorrei vederlo il ladro condannato dal tribunale dei ladri…), se fossi certo che un Curreli paga per Padre Fedele Bisceglia, o un Coletta per non aver voluto intercettare un’amica di famiglia come la Lucia Turco.



Purtroppo non è così. Curreli non ha mai pagato e ha continuato a comportarsi alla sua maniera, perché chi nasce rotondo è difficile che possa morire quadrato e viceversa.


Lo ha fatto, in séguito, anche con me, facendomi mettere ai domiciliari da un’irritante Patrizia Martucci irriflessiva e incoerente, su motivazioni di un reato, che nel nostro codice non esiste: lo stalking giornalistico. Ad unico vantaggio di un non-dottor Romolo Perrozzi, in ipotesi noto, che ha violato più norme e regole di quanto possono essere le corna di un corbello di lumache, ma che – ovviamente – godeva e gode dell’appoggio mafioso del Comune di Quarrata e del tribunale di cui è Ctu.


Ma quante balle vi raccontano i partiti (e i politici traditori, prima per la separazione e oggi per le toghe rosse) che appoggiano il caos dei magistrati?
Ma quante balle vi raccontano i partiti (e i politici traditori, prima per la separazione e oggi per le toghe rosse) che appoggiano il caos dei magistrati?

E nonostante che il Tribunale fiorentino del Riesame abbia fatto capire a chiare lettere che il reato di stalking giornalistico non esiste, tutti insieme, tutti ben coordinati (come una perfetta ipotesi di associazione per delinquere) Curreli, Grieco, Martucci, Gaspari e molti altri, hanno continuato imperterriti a imperversare contro me, contro Linea Libera e contro chi si è schierato dalla parte che non tollera la delinquenza mafiosa sui cui sta galleggiando la nostra squallida Pistoja dal dopoguerra.


Mi basta questo, per dover votare SÌ. Non ho bisogno di altro. Non di un Curreli teso come un archetto per dover sostenere gli interessacci sua; né di tanti altri (Anpi, Comitati del NO, Rifondazioni Comuniste e sostenitori acèfali della Costituzione perfetta a prescindere) che giocano solo per dare una spallata alla Meloni.


Io non sono meloniano, non lo sarò neppure, ma non mi lascio prendere per il culo da chi, come Mario Monti, uno dei rovinatori d’Italia (per cazzi sua, con la sua piagnucolosa Fornera), vuole lasciare libero campo a chi delinque ogni giorno e, a fine mese ha favolose valutazioni positive, elogi e bastimenti carichi di quattrini alle spalle di chi lavora.


E non sono né mafioso né massone come tutti questi pericolosissimi tiranni.

Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

____________________________

Commenti


bottom of page