la battutaccia. «NON SONO UN TRADITORE, UN FALSO TESTIMONE, UN VIOLENTO, UN CALUNNIATORE, UN PICCHIATORE E UNO SQUADRISTA», PAROLA DEL CIOTTOLI
- liberastampa

- 7 mar
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Questa ve la racconto comunque, perché fa parte dell’attuale narrazione (fake) dei perfetti magistrati del NO alla riforma Nordio, su cui possono contare Pistoja e i suoi cittadini, tutti super-tutelati dalla procura (dell’Anm e del Csm) che lavora come vuole, quando vuole e per chi vuole

«CHI MI ACCUSA COSÌ DI CERTO ’GLI ERRA:
IO SONO E RESTO UN FIORELLIN DI SERRA»
Una procura per la quale vale solo la legge di Coletta, «che intercetta chi intercetta mentre gli altri li incapretta».
Il primo attore di questa “commedia dei cani sciolti” si appella – come amava dire il disinformato e neghittoso giudice Luca Gaspari quando s’intogava per l’Aula Signorelli – Maurizio Ciottoli, l’assessore che si dichiara di destra, di FdI, della Meloni, del senatore La Pietra e di “quella bella compagnia, ia-ia-o!”, ma è noto e apprezzato nella Piana per i suoi soprannomi: Segatura, Bottarga, Agnellone e altri millanta in fila.

Recentemente il còco (lui fa anche quello) del Benesperi, sentendosi super-offeso da quello che noi di Linea Libera dicevamo e scrivevamo con rigoroso rispetto della verità storica dei fatti che lo riguardano, ci ha querelato, presentando una sfilza di osservazioni-cazzata alla caserma dei carabinieri di Quarrata.
La boccia è toccata – scusate il bisticcioso gioco di parole – al dottor Boccia. Il quale, vivamente apprezzando le bischerate, anche lui senza indagini aldilà del famoso copia-incolla che caratterizza il CPR pistojano del Terzo Piano di Pazza del Duomo; il quale ha provveduto a seguire i nobili esempi confezionati, prima di lui, da Claudio Curreli (campione delle sparizioni di fascicoli e documenti dai faldoni), da Grieco, dalla Contesini & da altri affini.
La Colettas Gesetz (= la legge di Coletta, come direbbe l’Ursula che si è arricchita col Covid) recita: «Chi intende querelare un giornalista, sia accolto bene pur se gli è un fascista. Se invece è il giornalista che querela, stracciate tutto e fategli la mela».
Così, infatti, a Pistoja si sta andando avanti dal 2020.
Al momento siamo al rinvio a giudizio, firmato Boccia, perché il Ciottoli, l’uomo della bottarga sarda con il cervello di segatura, pur fascista, fa comodo al regime dei magistrati democratici dell’Anm e guide spirituali del popolo alla stregua di un Khamenei, contro le orde di chi punta il dito e denuncia che il re non è in mutande, ma proprio gnùdo.
Al Ciottoli hanno dato profonda noja questi appellativi: 1. traditore; 2. falso testimone; 3. violento; 4. calunniatore; 5. picchiatore; 6. squadrista.
D’altra parte voi, lettori, come chiamereste uno che
1. Va al potere (come scriverebbe un magistrato illogico come Paolo Fontana) per contestare l’operato del mai-comandante Nesti e, alla fine, auspice l’Aveta, ne diviene amico e, sostenendo la sua adorata segretaria generale, l’accompagna alla guardia di finanza a denunciare l’ex-comandante dei vigili Lara Turelli, che lo aveva aiutato, sempre e comunque, durante la campagna elettorale? Uno che aveva giurato di fare pulizia e che, al contrario, è sceso a patti con l’usurpatore del posto di comando vigili, fino a vederlo lavorare nella UOC1, di cui sempre lui, il Ciottoli, è responsabile?
A casa mia uno così è un traditore.
2. Si presenta in aula e, mentendo al giudice Gaspari (che tradisce la verità documentale e, per fare contenta la procura, emette una sentenza-spazzatura disinformata e falsante), non ricorda di essere stato lui a voler scrivere la lettera contro le malefatte del mai-comandante Nesti; fino a passare la notte del 16 dicembre 2019 a casa di Alessandro Romiti per vergare una lettera di messa in mora poi firmata anche dal suo sindaco bimbominkia?
A casa mia uno così è un falso testimone.
3. Si mette a litigare con un genitore in attesa del figlio dinanzi alla scuola media di Vignole, poi afferra un tubo e glielo sbatte su una clavicola. Querele, controquerele e poi remissione: che? Ha forse pagato il genitore per fargli fare un passo indietro e non essere sputtanato? Un Ciottoli che ha anche preso per il collo un consigliere comunale della Lega; poi ha anche tentato di prendere a calci e di sgambettare Alessandro Romiti – e ha, proprio in questo momento, un processo in corso su questo episodio, processo noto anche al Boccia?
A casa mia uno così è un violento.
4. Va dai carabinieri di Quarrata e, ben consapevole di tutto quello sin qui detto e scritto, accusa noi di Linea Libera di calunniarlo e di diffamarlo pur sapendo bene che non è vero?
A casa mia uno così è un calunniatore.
5. Sul punto del picchiare, mi rifaccio alle considerazioni del precedente numero 3.
A casa mia uno così è un picchiatore.
6. Sul punto dello squadrismo, mi rifaccio alle considerazioni di cui ai numeri 3 e 5.
A casa mia uno così – violento, picchiatore e per giunta destro-fascione – è un che può benissimo essere appellato squadrista a buon diritto di cronaca e critica, data anche la sua carica di aSSeSSore.
È quindi inutile che il Ciottoli, per farsi benvolere in procura, usi il culilinguo onde blandire Coletta, Curreli, Contesini e quant’altri. Loro riesce facilmente a comprarli: me no.
Quello che noi di Linea Libera scriviamo risponde sempre – i pistojani non riescono o non vogliono capirlo – alla nuda e cruda realtà. Perché la procura di Pistoja non solo non fa indagini, ma addirittura si contenta di abborracciare serie infinite di copia-incolla scollati e raccapriccianti. Mentre il più delle volte non legge neppure i documenti di cui è in possesso o li fa sparire o li manda all’archivio (cestino) facendoli evaporare nel nulla.

Tanto per tutti questi magistrati costituzionalisti che voteranno comunque NO solo per continuare a far politica e cavoli propri a dispetto dei bilanciamenti dei poteri, la giustizia è l’ultimo pensiero che li sfiora.
Per tutto il resto c’è – se non MasterCard – la Panar[el]Card!
Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana
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O Segatura ma ’un ti vergogni
che ogni volta tu parli tu t’inrógni?
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