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la battutaccia. SI SONO MESSI IN TESTA DI ESSERE DÈI E CONTINUANO A SEQUESTRARE “LINEA LIBERA”?

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Gli eloìm (= gli dèi del Vecchio Testamento) sono tornati. A Pistoja hanno preso le sembianze del Pm Coletta (ora con il green pass per Lucca…) e di tutti i suoi piccoli pasdaran della Magna Carta. Si sono sentiti superiori a Jaweh (la Costituzione) e si arrogano il diritto di imporre la loro legge – forte coi deboli e debole con i forti – perché hanno vinto un concorso in magistratura e sono anche “figli d’arte”. Ma l’Italia, da 80 anni in qua, è un paese democratico o uno stato di polizia giudiziaria arrogante e persecutoria?


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Nella Candida Rosa della trinità operano anche, contra legem, Giuseppe De Marzo e Alessandro Buzzegoli
Nella Candida Rosa della trinità operano anche, contra legem, Giuseppe De Marzo e Alessandro Buzzegoli

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MA IL CURRELI, BELLA GENTE,

TUTTO SA, SA POCO O… NIENTE?

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Con gli illuminati abbiamo toccato il massimo della tebera e delle nebbie...
Con gli illuminati abbiamo toccato il massimo della tebera e delle nebbie...

Ancor prima del risultato del referendum, e per chiarire che viviamo tutti agli ordini di veri e propri tiranni e ignobili mullah, per chiarezza delle reciproche posizioni, dopo il vergognoso sequestro di Linea Libera da parte del famelico Claudio Curreli sostenuto da tutto il suo entourage, come dice il Manzoni, mi sento in dovere di sciogliere “all’urna un cantico, che forse non morrà”.


Quella del Curreli non è mai stata «vera gloria» – ri-cito ancora il Manzoni del 5 Maggio –, ma un sostanziale «disonor del Golgota».


La procura pistojese si è sempre distinta in operazioni di una arroganza moralistica tale, da fare quasi sempre offesa al pudore.


Ricordo ai lettori che questa è una procura che per 10 anni si è avvalsa di una “perita grafologa” con diploma di quinta elementare. E che si era accreditata come Ctu senza avere una minchia di qualifica professionale. E com’era rispettata e ossequiata dai giudici pomposi, che le facevano decidere se una firma, su un assegno, era vera (o falsa come loro)!


Ricordo il caso Eva Pollak in area Montecatini, stracciata dalla procura col rischio di finire anche in un ospedale neuropsichiatrico. Di questo basta informarsi on line digitandone il nome.

Giovani magistrati di Pistoja, ascoltate Coletta. Vi dice di non avere paura: dimostràteglielo!
Giovani magistrati di Pistoja, ascoltate Coletta. Vi dice di non avere paura: dimostràteglielo!

Ricordo il caso Pm Giuseppe Manchia che fa passare per buone e dello stesso individuo (truffatore, oggi defunto, e legato a giri di truffa) due firme diverse come una lucertola e un coccodrillo: una autenticata da un notajo pistojano; l’altra autenticata da un avvocato pistòjco, ma coniuge di una pm-sostituta del tribunale di Prato. Non che giorno è, che anno è come Battisti: ma… che merda è, alla Marchese del Grillo.


Poi è arrivata Linea Libera. Che, contrariamente alla stampa organica e di partito (Nazione e Tirreno) si è ribellata alla dittatura di Renzo Dell’Anno e di Giuseppe Grieco. I due che, alla partenza del processo, chiaramente persecutorio, contro il luogotenente Sandro Mancini, capo della Pg-carabinieri di Pistoja, invitarono gentilmente i cronisti giudiziari di entrambe le testate a non scrivere una parola una su quello che accadeva in quella fogna di processo, in cui erano coinvolti l’ex procuratore Dell’Anno (protettore di un ladro come il commendator Mauro Gualtierotti, che faceva la cresta sulla benzina della Comunità Montana, ma era il fungarolo-guida per Renzo dei bassi [anche moralmente] profili); e lo stesso paladino antimafia, Luigi Boccia, poi autore del disastro della Comunità Montana pistojese, in cui uno solo (e sostanzialmente innocente) pagò per tutti, pur di non far saltare (era la preoccupazione del Boccia) il Pd di Pistoja.


Non voglio ricordarvi quanti quattrini furono spesi per la perizia contabile – ovviamente a carico del contribuente.


Basta, tutto questo per fare, della procura di Pistoja, una cosca di associati per delinquere, o devo continuare a scrivere anche mille altre cose, fino all’uso di buoni-pasto da parte di magistrati in congedo parentale? È storia, non sono cazzaròle.


Linea Libera (all’epoca Linee Future) mandò a quel paese la signora procura pistojese. Obiettivamente ce ne catafottevamo, come diceva il commissario Montalbano, delle stronzate del sostituto Grieco, che tanto si impegnò per distruggere Sandro Mancini. Senza, grazziaddìo, riuscirci.


La minaccia, a Nazione e Tirreno, dei garanti della legge (che faccia!) era questa: «Se parlate del processo Mancini, non vi daremo più una notizia di alcun genere». A me personalmente nessuno si presentò o fece un tale discorso degno di un Totò Riina. Io, da giornalista qual sono stato e resto a prescindere, avrei risposto semplicemente: «Non ci sono problemi. Mettétemelo per iscritto».


Claudio Curreli scappa dalla verità come il diavolo dall’acqua santa...?
Claudio Curreli scappa dalla verità come il diavolo dall’acqua santa...?

A fine processo-Mancini, Linee Future – periodico quotidiano on line che volava letteralmente – fu fatto misteriosamente chiudere di colpo. A inizio 2016, riprendemmo le pubblicazioni come Linea Libera, ma poi Claudio Curreli (favorendo vergognosamente persone in ipotesi sue «prossimità sociali») ha scatenato l’ira di dio contro di noi: che non temiamo lo shardana del Gennargentu il quale mostra, ogni volta che si muove, di non avere sufficiente preparazione né per fare indagini, né per vagliare in concreto le ipotesi di reato che si vanta di maneggiare.


Come ho sempre ipotizzato, se davvero il Curreli sapesse leggere, scrivere e fare di conto, in primo luogo avrebbe accuratamente evitato di imporre a Gaspari e alla fu-Gip Martucci (con l’aiuto di Grieco: ma non di Coletta, voglio sottolinearlo) la fantasiosa invenzione del reato inesistente di stalking giornalistico. Tutti insieme hanno perfino corrotto la bimba di turno, la signora Chiara Contesini, che si è lasciata intortare dai “vecchi chiacchieroni” della procura.


Tre volte hanno sequestrato Linea Libera. E lo hanno fatto perché, da disinformati impenitenti che non intendono studiare le materie su cui poggiano indegnamente – dovremmo dire – i loro zoccoli (non le mani); e con il livore, stavolta anche di Tom Col, hanno perfino preso a braccetto gli avvocati per suggerire loro (almeno Riina non si nascondeva dietro la Costituzione) di non inimicarsi la procura. Ma che schifo, inerte signor “figlio d’arte”!


Quando non sapevano cosa fare, hanno interpellato anche la Cassazione e si sono fatti sorreggere, ad mentulam canis, da un giudice-relatore ex-pistojese, in quanto tale in ipotesi di incompatibilità, perché forse addomesticato. Si è visto. Non siamo scemi come ci ha giudicato il moscio e illogicamente in-competente giudice Paolo Fontana…


Peccato che la storia – che non vuole storie, come sostiene Eugenio Montale – sia chiara. Il nostro periodico, Linea Libera, è un organo di stampa legalissimo perché esentato da qualsiasi obbligo di registrazione al registro della stampa periodica presente in ogni tribunale d’Italia.


La norma è solare, cari magistrati di voi stessi! Non basta un qualsivoglia Buzzegoli per affermare cazzate che offendono la persona, la legge e la giustizia, e avallano l’illegalità, la persecuzione e l’ingiustizia dell’interpretazione della procura delle nebbie pistojane:


Ma in procura, dove difendono la Costituzione, non sanno o non vogliono arrivarci a cpire...?
Ma in procura, dove difendono la Costituzione, non sanno o non vogliono arrivarci a cpire...?

«Non sussiste obbligo di registrazione per i periodici esclusivamente telematici (vedi articolo 3 bis legge 16/7/2012 n. 103) realizzati esclusivamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domande di agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui inferiori a 100.000 euro».


Il discorso della stampa clandestina (che stronzata!) vi frega, cari eloìm tiranni. Perché non volete studiare ciò che toccate con i vostri zoccoli; perché non leggete e non sapete leggere; perché non sapete scrivere (e perciò usate solo il copia-incolla); perché non sapete neppure contare in termini aritmetici con una calcolatrice in mano.



Stampa clandestina un corno! Siamo ma pericolosi perché disturbiamo i manovratori!
Stampa clandestina un corno! Siamo ma pericolosi perché disturbiamo i manovratori!

Se aveste saputo contare, la signora Chiara Contesini non avrebbe fatto spendere al contribuente quasi 3 mila euro di perizia informatica, per farsi dire che Linea Libera ha pubblicato, pubblicava e ripubblicherà, legalissimamente, come testata on line con periodicità che non aggira la legge (come sostiene quel Gip scorbutico di Alessandro Buzzegoli), ma che, con pieno diritto e assoluta legittimità, sceglie la propria periodicità a prescindere dalle interpretazioni mafiose e distorte del Terzo Piano banal-colettiano.

Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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