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piRandellate. ROBA DA MARCHESE DEL GRILLO: «NO SANTITÀ… MA È MORTO FORSE QUALCUNO PIÙ IMPORTANTE DELLA SANTITÀ VOSTRA… È MORTA LA GIUSTIZIA»

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    liberastampa
  • 3 giorni fa
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Povero Pio VII quando Onofrio gli molla un ceffone sul muso dandogli prova della corruzione che regna nel regno del Papa Re. Se la cava perché è papa e, alla fine, da uomo di mondo, capisce il monellaccio a cui piace fare scherzi anche bestiali. Solo che la procura di Pistoja non è Pio VII. A Coletta e ai suoi pasdaran piace molto di più perseguitare chi mette loro i bastoni tra le ruote e mina il loro regno “che non avrà mai fine”…

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Povero On. Curreli... Quanto si dà da fare per spiegarci il misterioso «sesso degli angeli». E alla fine pare che ci creda pure lui!
Povero On. Curreli... Quanto si dà da fare per spiegarci il misterioso «sesso degli angeli». E alla fine pare che ci creda pure lui!

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CREDA PURE QUEL CHE VUOLE:

VANE SON LE SUE PAROLE…

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La cosa che mi ha più offeso, come cittadino e come datore (forzato) di lavoro dei magistrati pistojesi della procura, è l’assoluta mancanza di vergogna nella loro vita e nel loro modus operandi, sconciamente approssimativo.

Quando presero servizio, Coletta, maestro di morale, li esortò a non avere paura e a mostrare coraggio. Loro lo hanno preso alla lettera: non hanno avuto paura a decidere di rendersi ridicoli
Quando presero servizio, Coletta, maestro di morale, li esortò a non avere paura e a mostrare coraggio. Loro lo hanno preso alla lettera: non hanno avuto paura a decidere di rendersi ridicoli

E, oltre a questo, la spudoratezza con cui mentono ai loro colleghi giudici, sui quali – con le indicazioni che gli rivolgono – non fanno altro che pulirsi le scarpe come se chi giudica fosse un vero e proprio zerbino da struscio.


È stata questa l’impressione che ho avuto in aula, il 24 marzo scorso (giorno successivo alla stra-vittoria delle persone perbene di Gratteri con il loro No, rispetto ai delinquenti comuni, mafiosi e massoni come me, che hanno votato Sì), quando l’improvvido, incredibile, impresentabile Claudio Curreli, sceso in aula per il riesame, si è macroscopicamente permesso di mentire al collegio dei tre giovini destinati alla sentina della provincia dei danteschi ladri in cattedrale.


L’ho già scritto, ma lo ripeto: il Curreli (che ormai non è più, di fatto, un magistrato, ma prevalentemente un Onorevole Deputato anòmalo – e infedele all’art. 54 della Costituzione – del poco raccomandabile partito della Anm) ha avuto perfino la faccia tosta di affermare, in faccia al trio Barbero-Granocchia-Savoia (il collegio del riesame), che “Pm e sostituti di Pistoja sono sereni”: non mi odiano, anche se rompo loro le palle; e non hanno intenzione di “mollarmi”. In altre parole, più concrete: «Vogliamo il Bianchini per giustiziarlo come pare e piace a noi».


Beato chi non ha coscienza anche se si professa cattolico, rispettoso della Costituzione; maestro di cittadinanza c-attiva; reclutatore di lupetti-scout da rieducare alla cieca obbedienza alla sopraffazione giudiziaria e alle persecuzioni finalizzate alla soppressione di chi sente, vede e ragiona non con il cervello del potere, ma con la testa dei padri costituenti.


I quali – cito Pertini per tutti – preferivano andare in galera, piuttosto che chinare la testa alla dittatura, oggi interpretata dai tanti che, terzo potere dello stato, si sono messi in rotta di collisione contro gli altri due (governo e parlamento), perculando l’intero corpo elettorale preso ben bene in giro.


● Curreli, nella sua vita professionale, pubblica e privata, si comporta «con disciplina ed onore»? Io non credo.


● Curreli si comportò «con disciplina ed onore» quando fece condannare “a morte” Padre Fedele Bisceglia? Io non credo.


● Curreli si comporta «con disciplina ed onore» quando mente al trio del Riesame, dicendo di essere equanime e distaccato, terzo e imparziale (e non vendicativo, come di fatto è) nei miei personali confronti. Io non credo.



Sperare nel CSM è come tirare un sasso in cielo.  È tutta una rete di protezioni più fitta di quelle dei telefoni cellulari
Sperare nel CSM è come tirare un sasso in cielo. È tutta una rete di protezioni più fitta di quelle dei telefoni cellulari

Ma addirittura ne sono certo, per il fatto che lui e non altri (proprio lui che parlava da essere senza faccia) mi ha denunciato a Genova in un processo contro la Vpo, Avv. Francesca Innamorati, accusata di avermi fatto vedere una chat currelica (irricevibile e del livello della sua insussistente moralità – opinione ex art. 21 Cost.).


Il procedimento di cui parlo è – per non restare nel vago, caro collegio del Riesame – il seguente: N. 2146/2024 Mod. 21 R.G.P.M. – Procura di Genova. Guardate la foto che sbugiarda il Curreli.


Allora che dire? Curreli è o no un mentitore senza faccia?


● Curreli si comporta «con disciplina ed onore» quando continua a negare l’evidenza della legge su stampa e stampati laddove (L. 16 luglio 2012, n. 103 di conversione del D.L. 18 maggio 2012, n. 63) l’art. 3 bis esenta testate come Linea Libera dall’obbligo della registrazione; ma lui fa il diavolo a quattro per processarmi per esercizio abusivo della professione di giornalista? Io non credo.

Ecco la prova documentale delle menzogne dell'On. Claudio Curreli
Ecco la prova documentale delle menzogne dell'On. Claudio Curreli

● Curreli si comporta «con disciplina ed onore» quando decide che Tizio ha violentato la Caja mentre era in stato di sonnambulismo? L’avete mai sentito di un sonnambulo che zompa addosso a una donna recalcitrante e, senza svegliarsi, dà esiti favorevoli a una sua sonnambolica erezione? Io non credo.


● Curreli si comporta «con disciplina ed onore» quando da qualche suo fascicolo scompajono perizie di cui non si ritrova neppure l’odor di guayaba, come scriverebbe Gabriel García Márquez buonanima? Io non credo.


● Curreli si comporta «con disciplina ed onore» quando esercita tutte le sue attività, fuori servizio e in servizio, nello stesso tribunale in cui opera anche sua moglie, pur essendo incompatibile? Io non credo.


Per concludere, a mio parere (ex art. 21 Cost.) non credo neppure che si sia comportato «con disciplina ed onore» mentre mentiva ai tre giovini (teneri alla vista, ma… come spaesati, sparuti e a disagio) a cui era affidata la mazza chiodata della persecuzione dell’informazione irriverente, ma sempre vera e documentata, di Linea Libera.


C’è voluta la faccia dell’On. Curreli del partito dell’Anm, per far credere al collegio che tutte le accuse che io ho rivolto sin qui alla procura, sono state tutte smentite dai fatti. E avesse voluto il cielo che fosse stato vero!


Ci possono credere i tre giovini sottotenenti freschi di accademia, non noi che siamo certi (e documentati) che l’On. Curreli è mentitore impunito e impenitente dal banco dell’accusa. Che sa perfettamente come stanno le cose, ma deve proteggere i suoi «prossimi sociali», non per loro, beninteso, ma per eliminare, attraverso di loro, noi di Linea Libera: che continueremo comunque a resistere alla dittatura di magistrati degni della statura morale del personaggio inaffidabile del Vermilinguo di Tolkien.


Vivere in un’Italia di giudici a 360 gradi mi rammenta spettacoli apocalittici di filosofi della libertà come le dittature nere e quelle rosse di cui questa fa parte integrante e sostanziale...

Quello che i No stanno facendo all’informazione (vedi anche il caso Sansonetti) può essere definito solo con una parola: schifo.


E siamo noi – pochi, pochissimi – che rappresentiamo la resistenza, armata di sola penna e/o tastiera, contro il congelante potere di individui senza Dio (anche se pratica gli intellò cattolici di San Domenico a Pistoja) e senza patria, entro i cui confini è disposta a fare entrare clandestini a tutta randa.


Contro lanzichenecchi di tale risma è difficile resistere. Ma chi crede nell’informazione vera, farà come Pulcinella, anima di un popolo che non può morire. Ce lo ha detto Eduardo De Filippo: un compagno, non uno di FdI.


Dico, perciò, a Curreli quello che, temporibus illis (anni 80), scrisse Fortebraccio su l’Unità al provveditore agli studi di Pistoja Giovanni Pedrini, quando l’alto dirigente vietò di far fare un tema sulla Resistenza, nel territorio di Agliana, per il 25 Aprile o il 1° Maggio (non rammento con precisione).

Si vergogni di essere com’è.

Edoardo Bianchini [direttore@linealibera.info] © Linea Libera Periodico di Area Metropolitana

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QUESTION TIME


Anche il Curreli nasconde i suoi peli (nell’uovo)...
Anche il Curreli nasconde i suoi peli (nell’uovo)...

 

Voglio ricordare, all’On. Curreli del partito dell’Anm e ai suoi seguaci, che a Pistoja non c’è solo la stampa clandestina (secondo la sua testa mono-neurale) di Linea Libera. C’è anche quella, diffusa e reclamizzata dalla stessa procura da fine-gennaio (27, per l’esattezza…) per tutta la campagna referendaria, ed esposta direttamente nella casa dell’in-giustizia, Terzo Piano compreso.


Gli ricordo che la stampa non periodica (come i suoi manifestini inneggianti al No), per la normativa (L. 47/48) che lui invoca a sproposito contro di noi, soggiace espressamente (art. 2, co. 1) all’obbligo di indicazioni obbligatorie sugli stampati:«Ogni stampato deve indicare il luogo e l’anno della pubblicazione, nonché il nome e il domicilio dello stampatore e, se esiste, dell’editore».


Il manifestino clandestino che vedete, non le aveva le indicazioni obbligatorie. Ma loro sono loro e noi non siamo un cazzo, vero?

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